COVID-19 : TAMPONI A TAPPETO PER FERMARE IL VIRUS

COVID-19 : TAMPONI A TAPPETO PER FERMARE IL VIRUS

Dieci domande al virologo Giulio Tarro

Il Prof. Giulio Tarro è stato premiato a New York come miglior virologo del 2018. Nel
curriculum spicca il suo apporto professionale nello staff di Albert Sabin, padre del
vaccino antipolio.

Prof. Tarro quali sono le regole da seguire scrupolosamente per cercare di arginare la
diffusione di COVID-19 ?
<<Mentre la storia delle epidemie si ripete nel corso dei secoli, le regole fondamentali non sono
cambiate: isolare il paziente ed effettuare la quarantena, provvedere al frequente ed
approfondito lavaggio delle mani e del viso, coprirsi con il gomito da tosse e starnuti, anche con
mascherine ad hoc, stare a casa se ammalati, richiedendo l’immediato intervento sanitario se le
difficoltà respiratorie riguardano soggetti che hanno avuto contatti con pazienti positivi o in
quarantena>>.

Quale parallelo di letalità tra SARS e COVID-19 ?
<<SARS e COVID-19 fanno parte della stessa famiglia di virus, Coronavirus, ed hanno
derivazione animale. La SARS probabilmente può considerarsi più letale. Nel 2003 la
percentuale di mortalità si attestava intorno al 20%, per il COVID-19 anche se in crescendo , la
letalità non raggiunge quei livelli>>.

Dalla sua lunga esperienza di virologo quale potrebbe essere la tempistica per l’utilizzo di un
vaccino efficace?
<<La preparazione di un vaccino specifico che possa prevenire la ulteriore diffusione di questo
coronavirus , secondo le previsioni dell’OMS è di circa 18 mesi. Al momento però bisogna
tenere presente una terapia sintomatica, specialmente per i soggetti più anziani e con svariate
patologie che li rendono più sensibili al virus – diabetici, cardiopatici, broncopatici eccetera>>.

Per far fronte al COVID-19 vengono utilizzati antivirali ?
<<Gli antivirali suggeriti vanno dall’Interferon e la Ribavirina, alla terapia antiHIV con
Lopinavir/Ritonavir per finire al nuovo prodotto Remdesivir usato per l’ebola. Ovviamente come
le gammaglobuline per il tetano, gli anticorpi del plasma dei soggetti guariti rappresentano un
logico impiego per i pazienti più gravi>>.

Ogni giorno cresce tra la popolazione l’allarme per il numero di contagi in costante aumento. La
totalità si riferisce ai pazienti positivi al tampone compresi gli asintomatici?
<<I tamponi che danno positività includono anche gli asintomatici ed i falsi positivi. Molti casi
non vengono diagnosticati perchè le persone non hanno ancora sviluppato sintomi e non sanno
di essere stati esposti al virus>>.

Quando si può definire un paziente guarito ?
<<Con la successione di due tamponi negativi. Inoltre concordo con l’utilizzo di tamponi a
raffica. Questo permetterebbe di localizzare i positivi asintomatici isolandoli dalle persone più a
rischio, anziani e pazienti affetti da gravi patologie>>.

L’unica forma di diagnosi è la ricerca del codice genetico del virus nella saliva o nel muco del
paziente con tecnica RT-PCR. Ma a livello ematico si possono riscontrare delle alterazioni in
esami di laboratorio che potrebbe far pensare ad una positività ?
<<La linfomonocitosi, l’aumento di linfociti e monociti nel sangue periferico, potrebbe suonare
come un campanello di allarme>>.

Si poteva fare qualcosa in più a livello nazionale o mondiale, per fronteggiare in modo più
incisivo il propagarsi della pandemia dopo le prime avvisaglie cinesi ?
<<Il problema va sempre inquadrato in ottica europea dove sono stati adottati alcuni
accorgimenti con una tempistica poco felice. In Italia si potevano anticipare i tempi adottando
delle misure organizzative a livello ospedaliero come il raddoppio dei reparti di terapia
intensiva già attuato in Francia. L’Italia, tra l’altro, nel rendere nota per prima l’epidemia, ha
commesso una sorta di suicidio economico. Non si è allineata agli altri paesi europei, vedi
Francia e Germania, che pur avendo riscontrato lo stesso problema epidemiologico, si sono ben
guardate dal comunicarlo>>.

Le previsioni a breve scadenza non sono sicuramente confortanti. Cosa ci dobbiamo aspettare
nelle prossime settimane ?
<<Il picco è atteso per la prossima settimana. Si auspica una diminuzione dei contagi nelle
prime settimane di aprile. Nell’immediato gioverebbe vivere più serenamente allontanando la
psicosi da contagio e l ‘ansia da stress>>.

Lei, che è nostro conterraneo, vuole lanciare un messaggio comportamentale ai messinesi ed ai
siciliani, che temono un incremento dei contagi come effetto rimbalzo, dopo il massiccio rientro
in Sicilia di migliaia di residenti dalle zone più colpite del Nord Italia ?
<<La Sicilia ed il Sud Italia hanno affrontato in passato altre criticità sanitarie, vedi colera e
salmonella e faranno bene anche in questa circostanza. Oltre a seguire le direttive governative
consiglierei di evitare tutti quegli atteggiamenti, dall’alimentazione allo stile di vita, che possano
comportare un abbassamento delle difese immunitarie. Nell’immediato gioverebbe vivere più
serenamente allontanando la psicosi da contagio e l ‘ansia da stress>>.

antonino-genovese@virgilio.it'

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