Una donna di 44 anni è stata imputata del reato di atti persecutori secondo l’articolo 612 bis c.p., perché con condotte reiterate molestava alcuni vicini di casa nel villaggio di Santa Margherita. Le molestie in questione sono state oltre che aggressioni verbali, offendendo con insulti e minacce di morte (“finia chi machini ora vi mazzu a tutti”), anche danni alle loro autovetture imbrattate con vernice spray rossa e rigandole con una chiave. Queste azioni hanno generato negli abitanti del condominio un perdurante stato di ansia accompagnato dal fondato timore per la propria incolumità, tanto da costringerli a cambiare abitudini di vita come dimostra la circostanza di aver iniziato a parcheggiare le autovetture al di fuori condominiale, per paura di ulteriori danni.
Il 4 novembre 2019 la signora è stata sottoposta al regime di detenzione domiciliare secondo quanto disposto dal GIP.
Il PM successivamente ha depositato richiesta di giudizio immediato, a cui è seguita l’istanza di definizione del procedimento con giudizio abbreviato condizionato da perizia psichiatrica, depositata dall’avvocato Francesca Giuffrè, in quanto numerose le documentazioni mediche che accertano la sussistenza di un disturbo di personalità.
Il giudice accoglie la richiesta dell’avvocato Giuffrè e nomina perito il professore Antonio Di Rosa, il quale ha fissato l’inizio delle operazioni peritali alla data del 16 giugno 2020. Il risultato del perito è che la donna soffre di personalità abnorme di tipo ansioso ed ossessivo compulsivo e di disturbo psicotico di tipo parafrenico quindi incapace di intendere e volere.
Il 3 luglio, a seguito del deposito della perizia, il PM chiede la revoca della misura di detenzione domiciliare, con l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata con ricovero in Comunità Terapeutica Assistita (CTA), ma il giudice invece revoca immediatamente la misura in osservanza, applicando la libertà vigilata, affidando però la donna all’ASP di Messina/Dipartimento di Salute Mentale che dovrà disporre un protocollo terapeutico farmacologico e di sostegno psicologico – comprensivo anche di incontri periodici – idoneo a prevenire una regressione delle condizioni di salute mentale della stessa ed il rischio che torni a commettere nuovi reati. Inoltre l’Autorità di Pubblica sicurezza è incaricata di sorvegliare la donna e di verificare il rispetto delle regole di libertà vigilata.