Vivace botta e risposta tra l‘associazione antimafia Paolo Vive di Barcellona Pozzo di Gotto e l’amministrazione comunale di Merì, guidata dal sindaco Roberto Bonansinga, per quanto concerne la gestione di una villa confiscata alla mafia sita in Contrada Petraro. Un bene che, in base alle norme attuali, dovrebbe essere destinato a associazioni, attività sportive, scopi benefici ma che in realtà si trova in condizioni che ne impedisce qualsiasi utilizzo. Inservibile e al momento senza alcun valido titolo edilizio. Infatti, secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il bene assegnato al comune di Merì risulta “abusivo”, dunque non può al momento essere assegnato a nessuno. Il comune di Merì sta provando ad avviare un discorso di sanatoria per ciò che si può fare, ma le asfittiche casse comunali dell’Ente porteranno sicuramente a fare allungare notevolmente i tempi per la definitiva regolarizzazione.
Il presidente dell’associazione Paolo Vive Tindaro Di Paquale nei giorni scorsi aveva indirizzato una lettera all’agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia per chiedere la revoca dell’assegnazione per l’inerzia dell’amministrazione comunale. Di seguito la nota:
“Spett.le ANBSC
Lo scrivente Tindaro Di Pasquale, presidente della Associazione Contro tutte le Mafie “Paolo Vive”, con sede in Barcellona Pozzo di Gotto(Me), con sommo rammarico si trova a dover rappresentare alla SS. VV quanto segue:
In data 28/08/2017, per mezzo raccomandata a/r, rappresento al Comune di Merì (ME), la volonta di avere assegnato un bene confiscato al sig. MASTROIENI CARMELO, consistente in una villa con piscina e relative adiacenze, al fine di ristabilirne le condizioni di sicurezza e consegnarlo alla pubblica utilità (si vuole, tutt’oggi, realizzare un centro per ragazzi con autismo) ma, tuttavia, tale missiva risulta priva di riscontro, sicché nella mia qualità mi reco personalmente presso il comune di Merì ove il sindaco mi rassicura circa l’intenzione di procedere ad un bando per l’ assegnazione del sopradetto immobile.
Decorso infruttuosamente qualche anno, non certo senza chiedere informazioni, in data 03/10/2019 (ben due anni dopo), mi reco nuovamente presso il Comune di Merì, ove deposito istanza, di cui al prot 9540del03/10/2019, avente ad oggetto proprio l’ assegnazione del bene confiscato e per il quale l associazione Paolo Vive intendeva ed intende farsi carico di tutte le spese, comprese quelle di catastazione, che, per quanto addotto, avrebbero costituito il motivo della stasi da parte del comune, al fine di consegnare, in un territorio che ha bisogno di simboli e fatti concreti, il già citato immobile, ai nobili scopi perseguiti dalla locale comunità per ragazzi autistici.
Anche tale documento, tuttavia, è stato del tutto ignorato, tanto è vero che in data 07/10/2019 scrivo personalmente alla Prefettura di Messina da cui vengo contattato per approfondimenti, ed alla vostra Agenzia, sollecitando un intervento.
Reputo gravissimo, tanto che non escludo di interessare le competenti autorità, al fine di accertare eventuali responsabilità ed omissioni, che, innanzi alla buona volontà di un’ associazione, come quella che presiedo e come possibilmente anche altre, pronta a farsi carico totalmente sia delle spese amministrative che di tutte le altre necessarie, essendo destinatari di diversi risarcimenti derivanti da costituzioni di parte civile in altrettanti processi di mafia, l’ amministrazione comunale di Merì sia rimasta inerte, al punto da condurmi, oggi, a chiederVi la formale revoca dell’assegnazione di quel bene al comune meriese ed alla pubblicazione diretta di un bando da parte vostra od alla sua nuova assegnazione, rappresentando nuovamente che l’ associazione che presiedo è pronta, in ogni istante, a dare seguito a quanto sopra rappresentato.
Sperando di aver prospettato in modo esaustivo quanto necessario, porgo cordiali saluti”.Nel pomeriggio di oggi non è tardata la replica dell’amministrazione comunale di Merì, che ha risposto con una nota dettagliata che riportiamo integralmente.
“In primo luogo, si desidera contestare la “patente” di inerzia attribuita alla A.C. meriese, con supponenza e con totale ignoranza dei fatti ( e degli atti ), visto che fin dal momento dell’insediamento a Giugno 2017 ci siamo attivati con le diverse attività che elencherò analiticamente di seguito :
Incontri con rappresentanti di diverse Associazioni che nel corso del tempo hanno richiesto la disponibilità del bene confiscato, con sopralluoghi ripetuti per verificare lo stato dei luoghi, con il supporto dell’Ufficio Tecnico comunale che ha provveduto a relazionare sugli atti precedenti e sulle problematiche urbanistiche connesse ai manufatti abusivi;
Desidero specificare, anzitutto, che fin dal mio insediamento in qualità di Sindaco pro-tempore del Comune di Merì, ho comunicato “Urbi et Orbi” a tutte le istituzioni interessate, tra cui in primo luogo proprio a S.E. il Prefetto di Messina, all’Assessore Enti Locali Regione Sicilia, al Presidente della Regione Sicilia, a tutti gli onorevoli Consiglieri Regionali eletti nella Provincia di Messina, all’ANCI Sicilia, ed ancora a tutti i cittadini meriesi in occasione di un Consiglio Comunale “aperto” appositamente convocato ed al quale sono stati invitati tutti i soggetti sovraelencati, la gravissima situazione economica del Comune da me rappresentato, anche per la gravissima sperequazione “scoperta” nell’ambito delle risorse economiche attribuite agli enti locali per le funzioni proprie dai trasferimenti regionali (205% in meno del dovuto per ogni anno dal 2014 in poi)..
Pertanto, dovendo provvedere in primo luogo alle priorità di mantenimento delle strutture e delle funzioni di assoluta necessità del territorio, è ovvio che in tale fase non era possibile reperire i fondi necessari alla catastazione del bene confiscato, come è stato da me personalmente specificato a tutti i rappresentati delle Associazioni e/o Istituzioni manifestanti interesse per l’assegnazione a titolo gratuito del bene confiscato.
Ordunque, posso affermare, per amore della verità e per onestà intellettuale, che da più parti è stata manifestata la disponibilità ad acquisire il bene confiscato, assumendo in carico le spese necessarie alla regolarizzazione (leggi catastazione) e ristrutturazione dello stesso. Tuttavia, nessuna delle sopraddette ha mai presentato un progetto fattivo ed analitico da realizzare, restando nella manifestata generica disponibilità!
Cosa intendo dire con quanto espresso sopra: questa A.C. sarebbe stata ben lieta di aderire ad un programma/progetto serio finalizzato all’utilizzo del bene confiscato, sgravata degli oneri, al momento non disponibili, necessari al suo riutilizzo.
Oltre a ciò, non corrisponde al vero l’affermazione del Di Pasquale, anche qui dimostrando ignoranza dei fatti e degli atti (pur pubblicati sul sito ufficiale del Comune), della colpevole inerzia dell’Amministrazione meriese. Suppongo infatti, che la vantata interlocuzione preferenziale con l’ANBSC e con la Prefettura di Messina, dovrebbe averlo portato a conoscenza delle varie interlocuzioni tra l’A.C. e gli enti preposti, così come ritengo che dovrebbe essere a conoscenza di un incontro, richiesto dallo scrivente, tenutosi a Messina in Prefettura, con il dottor Antonio Gullì, Vicecapo di Gabinetto di S.E. il Prefetto, a cui ho fatto partecipare anche la Segretaria Comunale dell’epoca, Dott.ssa Francesca L’Abbate.
Ancora, proprio a seguito dell’incontro e delle successive comunicazioni, il Dottor Gullì aveva assunto l’impegno di interloquire con l’Agenzia Nazionale di Roma, per verificare le procedure necessarie al riutilizzo del bene. In esito a tale incontro, avvenuto ai primi del 2020, la Giunta Comunale da me preseduta ha preparato il “Regolamento per la disciplina dell’utilizzo dei beni confiscati alla mafia del patrimonio indisponibile del Comune di Merì”, approvandolo con deliberazione di G.M. n° 12 del 06/02/2020. Con successivo avviso del Sindaco prot. N°1279 del 12/02/2020, la bozza del regolamento approvato è stata depositata presso l’Ufficio di Segreteria dell’Ente per libera visione dal 12/02/2020 al 23/02/2020, e pubblicato all’albo pretorio online sul sito web istituzionale dell’Ente; visto che entro i termini previsti non sono pervenute proposte di modifica e/o di integrazione, è stato trasmesso come proposta di deliberazione al Consiglio Comunale, che lo ha approvato all’unanimità con il voto espresso da tutti i dieci consiglieri presenti e con immediata esecutività, con delibera n° 10 in data 16/06/2020.
Forse non occorrerebbe, ma è a mio avviso necessario sottolineare che tale delibera è stata approvata nel primo Consiglio Comunale utile tenutosi dopo l’emergenza Covid19”.