Le linee guida per il rientro in classe della regione Sicilia

Le linee guida per il rientro in classe della regione Sicilia

 

Il documento redatto dalla task-force regionale siciliana, per la pianificazione delle attività educative in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico e formativo 2020-2021, è stato approvato all’unanimità. Ricalca le indicazioni contenute nel “Piano Scuola 2020-21”, allegato al D.M. n.39/26.06.2020, e si “sforza di produrre specifiche elaborazioni ed ipotesi di scenario, con l’obiettivo di proporre, con approccio flessibile e modulabile, soluzioni adattabili alla realtà delle istituzioni educative, scolastiche e formative della Regione Siciliana”.

Per il consolidato principio dell’autonomia scolastica, è affidata ai singoli istituti, d’intesa con gli Enti territoriali e sulla base delle indicazioni operative in capo all’USR, la scelta del più idoneo modello organizzativo che, tuttavia, è chiamato ad essere coerente con le linee-guida nazionali e con le ulteriori specificazioni regionali, nonché con quanto recentemente indicato dall’USR con proprio provvedimento n. 15303 del 10.07.2020. Ne consegue che, in linea con le previsioni del “Piano Scuola 2020-2021”, il documento, apprezzato dalla Giunta regionale di Governo e portato a conoscenza della competente Commissione legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana, “intende costituire, unitamente alle indicazioni di livello nazionale, un ulteriore riferimento cui potranno ispirarsi le Conferenze provinciali, peraltro previste dal “Piano Scuola 2020-2021”, e, con esse, le istituzioni educative e gli Enti locali, ai fini dell’attuazione delle iniziative orientate alla ripresa delle attività didattico-formative, a partire dal mese di settembre p.v.”

La collaborazione attiva tra Scuola e Famiglia, rafforzatasi con la recente esperienza della didattica a distanza (DAD), assume oggi, in vista della ripresa delle attività didattiche, ulteriore e ancor più significativa valenza, anche in relazione alla presumibile variazione dei tradizionali modelli educativi per effetto della perdurante condizione di allarme sanitario. In particolare, potrà concretizzarsi nelle seguenti azioni:

  •   condivisione responsabile dei processi decisionali di natura organizzativa per la ripresa delle attività didattiche;
  • compartecipazione a specifiche attività di informazione, formazione ed aggiornamento in materia di DAD, gestione delle disabilità e delle fragilità giovanili, supporto psicologico all’utenza scolastica;
  • adesione a progetti educativi promossi da enti, associazioni e volontariato sociale.

Secondo la classificazione adottata dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e pubblicata dall’INAIL (2020), il settore scolastico è classificato con un livello di rischio integrato medio-basso, ma con un rischio specifico di aggregazione valutato medio-alto. È pertanto evidente che ogni azione rivolta all’obiettivo della ripresa delle attività educative in presenza deve essere principalmente finalizzata alla sostenibile riduzione del rischio di aggregazione e assembramento nei plessi scolastici. Quindi l’intervento da porre in essere è una strategia di pianificato e sostenibile controllo dello stato di salute degli operatori scolastici e degli studenti che possa maturare, in primis, attraverso il responsabile coinvolgimento degli interessati e delle famiglie, nonché per effetto dell’impegno dei soggetti istituzionali a ciò deputati.

Allo scopo, il distanziamento fisico costituisce il principale e più importante criterio di contenimento del potenziale rischio infettivo. Le relative direttive prevedono una distanza fra le persone non inferiore ad 1 metro “fra le rime buccali…” e pari a 2 metri tra la cattedra e i banchi più vicini. Detta misura, che ha impatto diretto sulla organizzazione degli spazi nelle aule e sul posizionamento di cattedra e banchi, pone maggiori ed oggettive difficoltà attuative nelle scuole per l’infanzia (e, presumibilmente, nel primo biennio della scuola primaria) nelle quali i bambini dovranno essere accolti in piccoli gruppi per ogni aula e, in quella stessa sede, privilegiare lo svolgimento prevalente delle attività educative al coperto, ed eventualmente anche il consumo dei pasti, salvo un ampio ed opportuno ricorso alla utilizzazione di spazi aperti. L’obiettivo è quello di limitare la incontrollata circolazione degli allievi più piccoli, prevenendo occasioni di più ampia aggregazione e possibili trasmissioni infettive.

In linea generale e per tutti gli ordini e gradi scolastici, l’organizzazione scolastica dovrà favorire tutte le condizioni in grado di limitare le occasioni di eccessivo avvicinamento interpersonale, riconsiderando anche le ordinarie modalità di svolgimento delle interrogazioni (alla cattedra o alla lavagna) e degli eventuali lavori di gruppo durante le ore di presenza in classe. Particolare attenzione dovrà essere riservata alla utilizzazione di banchi ad uso singolo.

Considerato  che, secondo le determinazioni di cui al verbale n.82/28.05.2020 del CTS istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è previsto che ogni alunno, così come gli operatori, dovrà personalmente disporre di una mascherina chirurgica o di comunità, deve essere precisato che, allo stato degli atti, con le sole eccezioni previste per gli alunni delle scuole per l’infanzia 0-6 anni e per i portatori di disabilità, ove necessario in relazione alla specifica condizione personale, l’uso del predetto dispositivo deve intendersi obbligatorio per tutta la popolazione scolastica, inclusi gli operatori. Sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica, le competenti Autorità nazionali si riservano di riconsiderare tale obbligo entro la seconda metà del mese di agosto prossimo venturo.

L’uso delle mascherine e di analoghi dispositivi di protezione naso-bocca resterà altamente raccomandato per gli operatori della scuola, con particolare riferimento alle unità di personale addette al front-office, al servizio degli studenti (inclusi i discenti disabili), alla sanificazione degli ambienti. Per i docenti, l’uso delle mascherine in aula potrà essere valutato in ragione della distanza intercorrente tra cattedra e banchi viciniori, fermo restando l’obbligo di indossare il dispositivo in occasione di eventuali riunioni collegiali del corpo docente, se non praticabili in modalità a distanza.

Con riferimento, ancora, alla scuola 0-6 anni e comunque alle fattispecie nelle quali gli alunni sono esonerati dall’uso dei DPI, gli insegnanti e il personale addetto sono tenuti al mantenimento dei dispositivi di protezione, valutando l’opportunità di ricorrere, nelle scuole dell’infanzia, all’uso di visiere in materiale trasparente, piuttosto che a mascherine, onde evitare di pregiudicare riconoscibilità fisiognomica e qualità relazionale nel rapporto con i bambini più piccoli.

Pur rimanendo subordinato all’eventuale rimozione dell’attuale obbligo di mantenimento tout-court dei dispositivi di protezione bocca-naso per alunni e operatori, le ulteriori raccomandazioni relative ai DPI da utilizzare, oltre la mascherina, in speciali e definite circostanze, sono riferite all’uso di guanti monouso da parte di tutti gli operatori, di qualsivoglia qualifica, addetti a processi di sanificazione di ambienti ed oggetti, alla preparazione e distribuzione dei pasti e al governo delle cucine, all’utilizzo di spazi laboratoriali e relative strumentazioni. In tale ultimo caso e compatibilmente con la natura delle attività, l’obbligo di protezione delle mani con guanti monouso può essere esteso agli studenti. Inoltre, con riferimento a soggetti (operatori e studenti) portatori di particolari stati patologici, potranno essere previste ulteriori modalità di protezione individuale.

Nel ribadire la ovvia ed imprescindibile subordinazione di ogni aspetto sanitario riguardante il settore dell’istruzione alle più generali misure destinate al contrasto della pandemia in essere, il documento vuole focalizzare quanto, in seno ad ogni istituzione educativa, può e deve essere fatto per assicurare sufficienti ed autonome garanzie di limitazione del rischio infettivo, fermo restando, in eventuale presenza di ogni caso anomalo o sospetto, l‘obbligo, da parte del Dirigente scolastico, di interagire con prontezza con le Autorità sanitarie del territorio di riferimento, facenti capo, in primis, al Dipartimento di Salute pubblica di ogni ASP provinciale.

Riaffermata la non superabile dipendenza dai protocolli sanitari, disposti e disponendi, in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica, è anche richiamata l’attenzione sull’osservanza delle misure, peraltro coerenti con le indicazioni contenute negli atti di indirizzo nazionale. Così, le precondizioni per consentire la presenza, in ambiente scolastico, degli studenti (di qualsiasi età anagrafica) e degli operatori (di qualsiasi età e qualifica) sono fissate:

  • nell’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37,5° C;
  • nel non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni;
  • nel non essere entrati in contatto con persone positive al Covid-19negli ultimi 14 giorni, per quanto a propria conoscenza. Ne consegue che nessuno potrà avere accesso agli istituti scolastici se la propria temperatura corporea supera i 37,5°C, ovvero siano presenti, anche in forma non febbrile, sintomi riconducibili a difficoltà respiratorie, insorti negli ultimi tre giorni.

L’igiene individuale e la regolare pulizia degli ambienti costituiscono, come è noto, un fondamentale presidio a garanzia dell’azione di prevenzione sanitaria, finalizzato al contrasto della capacità diffusiva del virus SARS-COV.2. Quindi, è necessario porre particolare attenzione nel:

  • disporre, in vista della riapertura delle scuole, la pulizia approfondita di tutti gli istituti scolastici, avendo cura di sottoporre alla procedura straordinaria ogni e qualsiasi ambiente di lavoro, servizio e passaggio;
  • assicurare quotidianamente le operazioni di pulizia previste dal rapporto ISS Covi.19, n. 19/2020;
  • utilizzare materiale detergente, con azione viricida, per come previsto dall’allegato 1 del documento CTS;
  • garantire la adeguata aerazione di tutti i locali, mantenendo costantemente (o il più possibile) aperti gli infissi esterni dei servizi igienici;
  • sottoporre a regolare detergenza le superfici e gli oggetti (inclusi giocattoli, attrezzi da palestra e laboratorio, utensili vari…) destinati all’uso degli alunni. Per quanto riguarda i giocattoli, nelle scuole 0-6 anni, se ne raccomanda il risciacquo.

Tra le misure precauzionali riconducibili alla tutela delle salute delle comunità scolastiche, attraverso l’opportuna adozione di azioni atte a contenere il rischio di contagio e comunque a tracciare, nel malaugurato caso di riscontri positivi, la dinamica della relativa e possibile diffusione, deve essere considerata anche la regolazione degli eventuali accessi esterni, concernenti l’utenza genitoriale e familiare, i fornitori, gli addetti a manutenzione e lavori, i collaboratori occasionali, gli incaricati di specifiche funzioni previste dall’ordinamento scolastico e, in generale, i visitatori a qualsiasi e giustificato titolo ammessi presso gli istituti scolastici.

La Task-force regionale condivide anche l’orientamento nazionale di considerare l’uso della DAD complementare ed integrativo all’erogazione della didattica in presenza, la cui ripresa costituisce obiettivo prioritario per l’anno scolastico 2020-2021. Tuttavia, mutate condizioni epidemiologiche o l’insuperabile rilievo di insufficienti disponibilità di spazi, atti a garantire la contemporanea presenza fisica degli alunni nelle strutture educative disponibili, potrebbero determinare la necessità di fare sistematico ricorso alla erogazione degli insegnamenti con modalità DAD, sia pure secondo regolare alternanza dei gruppi-classe e, almeno sin qui, con limitazione di tale eventuale applicazione alle scuole secondarie di secondo grado, agli ITS ed ai percorsi di formazione professionale e per adulti. Particolare attenzione deve essere riservata anche alla DAD destinata agli alunni portatori di disabilità, attraverso la definizione di speciali progetti di erogazione personalizzata degli insegnamenti a distanza, eventualmente integrata da assistenza tutoriale a domicilio.

Nella delineata prospettiva, è ribadita, quindi, l’esigenza di favorire e qualificare ulteriormente i processi di potenziamento e qualificazione delle tecnologie e metodologie di insegnamento e apprendimento digitale in ambito educativo.

La Regione Siciliana è intervenuta a sostegno delle azioni del Governo nazionale per favorire la fornitura di dispositivi digitali individuali e di schede traffico-dati; ha, altresì, messo a disposizione, per il periodo dell’emergenza, una piattaforma dedicata alla DAD (continualascuola.it) e un palinsesto didattico su emittente regionale. Adesso si accinge a promuovere un corso di aggiornamento sulle metodologie didattiche digitali, destinato a tutti i docenti delle Sicilia, grazie ad un accordo con Fastweb e Fondazione Cariplo, del quale è stata data notizia all’USR con nota prot. n. 2749/GAB del 3.07.2020. Infine, in sede di attuazione della L.R. 9/2020, saranno rese disponibili ulteriori e dedicate risorse.

Per i viaggi di istruzione, gite scolastiche e visite didattiche, l’eventuale svolgimento delle relative attività è subordinato alle direttive impartite dalle competenti Autorità nazionali e regionali in materia di mobilità, trasporti, ricettività alberghiera ed accesso a siti di interesse culturale. Tuttavia, almeno nel primo periodo dell’anno scolastico e salvo ulteriori recrudescenze dell’epidemia da Covid-19, si suggerisce di limitare l’eventuale programmazione scolastica alla realizzazione di iniziative a carattere locale/regionale, avendo cura dell’uso di adeguati dispositivi di protezione individuale.

 

Linee Guida Sicilia rientro a scuola

 

 

andrea.smith@tin.it'

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