Concluso il vertice ministeriale per i criteri di distribuzione dei banchi. Maddalena Gissi, “non saremo noi a non far aprire la scuola”

Concluso il vertice ministeriale per i criteri di distribuzione dei banchi. Maddalena Gissi, “non saremo noi a non far aprire la scuola”

Si è concluso a tarda notte l’incontro convocato dal Ministero dell’istruzione, svoltosi in modalità telematica, riguardante i criteri e le priorità di distribuzione dei nuovi banchi alle diverse regioni. Oltre alla ministra e al commissario Arcuri, hanno partecipato sindacati e rappresentanti di Comuni e Province.

Il commissario Arcuri alla fine, raccogliendo anche alcune osservazioni e proposte avanzate dei sindacati, ha riepilogato i criteri cui attenersi nel definire l’assegnazione dei banchi, per la quale si terrà conto sostanzialmente dei seguenti parametri:

  • indice Rt e curva del contagio nella regione
  • assegnazione in via prioritaria alla scuola primaria
  • data di apertura delle scuole
  • rapporto tra dotazione e spazi incrementali esterni

I segretari generali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal, però, in un comunicato stampacongiunto, hanno precisato che “Non sono i banchi l’unico problema da affrontare, forse nemmeno il più importante, dal momento che i tempi di consegna, com’è ormai ampiamente noto, andranno ben oltre la data di inizio delle attività e occorrerà attendere settimane prima che sia completata la fornitura. Le scuole invece devono essere messe da subito nella condizione di ripartire in sicurezza: compito difficile e complesso, di cui finalmente tutti si stanno rendendo conto”.

Per questo è necessario – aggiungono Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi e Elvira Serafini – che, “oltre a definire criteri e priorità di distribuzione dei banchi si garantisca l’immediata attivazione di quanto prevede il Protocollo di sicurezza, a partire dall’attivazione di tutti i tavoli di monitoraggio, a ogni livello. Non è pensabile infatti una gestione solo centralistica per situazioni che si presenteranno in modo molto differenziato da territorio a territorio: al livello centrale spetta definire indicazioni chiare e soprattutto assicurare la necessaria dotazione di risorse al sistema, ma vanno resi pienamente operativi da subito tutti i livelli territoriali”.

Secondo le rappresentanze sindacali “serve poi il massimo di trasparenza, di informazione e cognizione delle diverse situazioni, se si vogliono rendere efficaci e proficue le sedi di confronto. Infatti, ad oggi, evidenziano “siamo in attesa di conoscere i dati dei monitoraggi precedenti, senza i quali è impossibile avere un quadro puntuale delle esigenze e del fabbisogno. Una costante informazione è il presupposto indispensabile per mettere tutti, e a ogni livello, nelle condizioni di aggiornare tempestivamente il quadro interventi necessari alla luce degli sviluppi di una situazione che va seguita giorno per giorno”.

“È fondamentale – concludono – garantire alle scuole, da subito, tutto ciò di cui hanno bisogno per organizzare e gestire in sicurezza la loro attività: le risorse assegnate agli USR per soddisfare il fabbisogno di posti aggiuntivi vanno immediatamente integrate con quelle previste dal ‘decreto agosto’, riteniamo che sia questa oggi un’assoluta priorità su cui servono scelte chiare e immediate. Attendiamo la convocazione per l’attuazione del protocollo sull’apertura in sicurezza delle scuole, firmato il 6 agosto, che solo può garantire sicurezza e didattica in presenza, obiettivo realizzabile con una politica basata sul personale piuttosto che sulle suppellettili”.

E proprio stamani Maddalena Gissi, Segretaria generale della Cislscuola, in un’intervista rilasciata a Radio Capital, ha fatto presente di avere sollecitato la ministra ad attivare quel tavolo, anche per sapere quali richieste sono pervenute da parte delle scuole.

Inoltre, ha ribadito che i finanziamenti appaiono insufficienti perché con i  970 milioni, da stime effettuate, si possono nominare solo 1 collaboratore  scolastico per istituto (10.000 su 8200 istituti, con ben 42.000 plessi); possono essere nominati al massimo 32.000 docenti nelle scuole primarie e se, invece, si dovessero nominare nelle scuole secondarie non si potrebbero superare i 28000 docenti, sapendo che questo dato è il 50 e il 70% delle richieste avanzate delle scuole.

Rispetto al pericolo di uno sciopero del Comparto scuola, Maddalena Gissi ha tranquillizzato dicendo che al momento non c’è, anche se c’è la massima attenzione considerato che i dirigenti, per i complessivi ritardi, potrebbero essere costretti ad attivare i turni e la didattica a distanza. C’è una grande mobilitazione per il 18 settembre, all’interno della quale ci sono anche i temi degli investimenti per la scuola, con tutta la vertenza dell’utilizzo dei fondi per il Recovery Fnd. Peraltro, non vengono sottovalutati i grandi vari movimenti tra le famiglie, i comitati dei precari. Il punto con le altre organizzazioni sindacali sarà fatto nei primi di settembre.

In conclusione la Segretaria generale della Cislscuola ha voluto sottolineare, in modo chiaro per non concedere alibi a nessuno, che “non saremo noi a non far aprire la scuola, ma se la scuola dovesse aprire e chiudere saremo i primi ad alzare la barricata e questa volta veramente sarà non solo per uno sciopero o per una mobilitazione della scuola, ma deve essere una mobilitazione di tutto il paese; perché se la scuola apre e richiude per la disaffezione e la superficialità è una responsabilità del governo

 

andrea.smith@tin.it'

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