In videoconferenza con i rappresentanti sindacali del comparto e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Suraniti, l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, durante l’audizione alla commissione Cultura dell’Ars sul tema della riapertura delle scuole, ha trattato e approfondito i temi della sicurezza sanitaria degli ambienti educativi e il monitoraggio epidemiologico della popolazione scolastica.
E’ stato un momento di confronto su un tema molto dibattuto, come ha affermato l’assessore Lagalla, ribadendo la sua soddisfazione per la condivisione della scelta del Governo Musumeci sia da parte degli addetti ai lavori che dei parlamentari sulla riattivazione della didattica in presenza se pur con tutte le limitazioni del caso.
Si è fatto inoltre il punto dello screening sulla popolazione scolastica, che ha riguardato quasi 60.000 soggetti. In totale sono stati individuati 621 casi di positività alla Covid-19, con un’incidenza che appare nettamente inferiore al rapporto positivi/tamponi registrato nella popolazione generale.
L’assessore Lagalla ha espresso speciale considerazione nei confronti dell’impegno profuso dal Servizio sanitario regionale, con il coordinamento dell’assessore regionale Ruggero Razza e del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato della Salute, che hanno consentito un campionamento statisticamente significativo.
Visto il costante monitoraggio della condizione epidemica, riguardo il potenziale rischio di contagio in ambiente scolastico, è fondamentale adesso vigilare sulle aree in prossimità degli istituti scolastici, dove occorre prevenire il rischio di assembramenti soprattutto da parte dei genitori, così da non pregiudicare il lavoro svolto fino ad ora e per evitare inoltre ulteriori impedimenti al proseguimento delle attività didattiche.
Infine, l’assessore, in merito della vaccinazione in ambito scolastico, ha comunicato di avere interessato il competente assessorato della Salute che, pur confermando l’esclusiva competenza dell’Autorità nazionale in materia di calendario vaccinale, ha provveduto a sollecitare l’inserimento in Fase 2, quindi a partire da marzo, del personale docente esposto a maggiore rischio lavorativo o in documentate condizioni di particolare fragilità.