Non basta combattere contro la pandemia da Covid-19 ma a preoccupare molte volte è anche la burocrazia della sanità e la malagestione nella quale si imbattono i comuni cittadini. Oggi vogliamo portare alla ribalta della cronaca la storia di Antonella Maggio (in foto) di Barcellona P.G. che come tanti è andata a sbattere contro il muro di gomma della sanità, perdendosi nel labirinto dei tamponi fantasma.
“Sembrerebbe il titolo di un film ma non lo è, più che altro è “un incubo il mio incubo” dal quale spero di uscirne presto – ha esordito Antonella Maggio – Ebbene sì sono esattamente chiusa in casa dal 14 gennaio. Avevo un leggerissimo fastidio alla gola, sono un soggetto allergico e prendo l’antistaminico ma la prudenza non è mai troppa e quindi chiamo il laboratorio d’analisi per richiedere il tampone rapido. Vado a fare il tampone rapido alle 6:30 del mattino del 15 gennaio e torno a casa, visto che avevo anche dei giorni di ferie. Alle 7:08 ricevo la telefonata dal laboratorio per annunciarmi la mia positività e far partire il protocollo con l ‘Usca. Ovviamente ho subito avvisato tutte le persone che erano state a contatto con me tra cui i colleghi di lavoro che per fortuna sono risultati negativi ma che stanno facendo isolamento fiduciario a casa come da prassi con relativa sanificazione del punto vendita. Ho avvisato anche mia sorella visto che eravamo state insieme qualche giorno prima. Anche loro hanno fatto tampone rapido e in giornata sono stati contattati per il molecolare confermando purtroppo la loro positività. Grazie al mio medico curante – continua la sign.ra Maggio – sono stata contattata dal Drive-in di Via Oreto il 16/01/2021 e ho chiesto loro che siccome sono convivente dovesse venire anche il mio compagno ad effettuare il tampone molecolare e mi hanno detto che lo avrebbero fatto una volta avermi mandato email di procedura. A tutt’ oggi non ho ricevuto nessuna mail, nessuna chiamata dall’ Usca per sapere se stiamo bene. Ho inviato email a tutti gli indirizzi che mi hanno fornito, ho inviato un messaggio whatsapp sul numero trovato sulla Gazzetta del Sud e scritto anche all’illustrissimo Signor Sindaco per ben due volte ma nessuna risposta è mai arrivata. Sono riuscita a sapere solo per vie traverse di essere positiva ed a nessuno di queste istituzioni è interessato dei miei sintomi e di quelli del mio compagno. Oggi con un nuovo colpo di scena mi dicono che non si trova più il mio tampone. A chi mi devo rivolgere – conclude Antonella Maggio – forse alla Procura della Repubblica?”