Caleb Ewan (Lotto – Soudal) vince l’ultima tappa dell’UAE Tour
(2.UWT) battendo sull’arrivo di Abu Dhabi Sam Bennett
(Deceuninck – Quick Step) e Phil Bauhaus
(BORA – hansgrohe); Tadej Pogacar
(UAE Team Emirates) vince la terza edizione della corsa araba. Damiano Caruso
(Bahrain – Victorious) si piazza in settima posizione in classifica generale risultando così il migliore azzurro.
Tappa che vede in fuga tre elementi Alexys Brunel (Groupama – FDJ) e i due azzurri Matteo Sobrero
e Samuele Battistella
(Astana – Premier Tech); azione ben controllata dal gruppo che non supera i 3 minuti di vantaggio.
Il plotone è tirato dalla Deceuninck – Quick Step che riesce a formare un ventaglio e a spezzare il gruppo che tornerà compatto quando a cadere è Adam Yates (INEOS Grenadiers) che viene atteso da tutto il gruppo che torna ad essere compatto.
E’ il solito Michael Mørkov a lanciare lo sprint ma stavolta Bennett non può nulla contro “The Pocket Rocket” che finalmente si fa notare in volata.
Ultima tappa dell’edizione 2021 dell’UAE Tour (2.UWT) con i giochi in classifica generale ormai chiusi; partenza da Yas Marina e arrivo ad Abu Dhabi Breakwater.
Frazione che misura 147 km e che prevede due sprint al km 43,2 al Golf Gardens e al km 130,4 al Louvre Abu Dhabi.
Arrivo in volata scontatissimo per quello che rappresenta la passerella finale della corsa a tappe araba; due favoriti su tutti Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step) e Caleb Ewan
(Lotto – Soudal).
IL FINALE
Sam Bennett (Deceuninck- Quick Step) vince la sesta tappa dell’UAE Tour
(2.UWT) battendo in volata, sull’arrivo di Palm Jumeirah, il nostro Elia Viviani
(Cofidis, Solutions Crédits) e Pascal Ackermann
(BORA – hansgrohe); Tadej Pogacar
(UAE Team Emirater) conserva tranquillamente la maglia rossa da leader della corsa.
A movimentare la tappa nei primi chilometri ci pensa Luis Leon Sanchez (Astana – Premier Tech) che con il suo attacco si porta dietro il compagno di squadra Alexey Lutsenko
, Tony Gallopin
(AG2R Citroën Team), Matthieu Ladagnous
e Attila Valter
(Groupama – FDJ) e Inigo Elosegui
(Movistar Team).
La fuga di giornata è ormai composta e i sei uomini al comando hanno un vantaggio massimo di 4 minuti e il francese Gallopin negli sprint di giornata di Springs Village e Al Qudra Cycletrack.
Caduta in gruppo che coinvolge Florian Stork (Team DSM), Matteo Moschetti
(Trek – Segafredo) ed Anthony Roux
; tutti e tre saranno costretti al ritiro.
Il gruppo annulla la fuga a 25 km dall’arrivo ma subito dopo ad attaccare è ancora un elemento dell’Astana, Dmitriy Gruzdev ; l’azione del kazako dura appena 10 km con il plotone che non ha difficoltà prima a controllare e poi ad annullare l’attacco.
Caduta per Fabio Sabatini e Matteo Sobrero
a 5 km dall’arrivo complice l’alta velocità e l’entrata in un sottopassaggio; il loro rientro in gruppo è quasi impossibile con l’INEOS Grenadiers che tira il gruppo con Filippo Ganna
in testa a menare di brutto.
Volata lanciata alla perfezione dagli uomini di Bennett che non ha problemi ad avere la meglio sul nostro Viviani che piano piano sta dando segnali di ripresa.
]]>
Sesta e penultima frazione dell’UAE Tour (2.UWT) con partenza da Deira Island e arrivo a Palm Jumeirah dopo 165km; velocisti che tornano protagonisti e che non si faranno sfuggire la possibilità di arrivare allo sprint finale.
Insidia principale sarà il vento con il percorso molto esposto con la concreta occasione di ventagli che potrebbero mettere in difficoltà mezzo gruppo.
Due gli sprint in programma al km 66,1 a Springs Village e al km 80 ad Al Quadra Cycle Track, ampia ciclabile in perfette condizioni che verrà affrontata nei due sensi di marcia.
Ultimi chilometri, all’interno di Pam Jumeirah, con il vento proveniente da nord – ovest con una velocità di circa 25/27 km/h che può riservare più di una sorpresa.
IL FINALE
Jonas Vingegaard (Team Jumbo – Visma) vince la quinta tappa dell’UAE Tour
(2.UWT) con arrivo in quota al Jebel Jais con una bella azione nel finale. Tadej Pogacar
(UAE Team Emirates) mette in cassaforte la classifica generale.
Ad inizio tappa si fa vedere il campione d’Italia e d’Europa Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS) seguito da Matthias Frank
(AG2R Citroēn Team); il brainzolo dopo un paio di km si rialza e si fa riassorbire dal plotone.
Il 34 enne svizzero resta da solo e transita in testa nel primo sprint di giornata con il gruppo regolato da David Dekker (Team Jumbo – Visma). Dal plotone si muovono altri otto uomini Larry Warbasse
, Alexey Lutsenko
(Astana – Premier Tech), Alex Dowsett
e Omer Goldstein
(Israel Start – Up Nation), Thomas De Gendt
e Robert Kluge
(Lotto – Soudal), Kevin Colleoni
(Team BikeEkchange) e Lasse Norman Hansen
che nel giro di qualche chilometro rientrano sulla testa della corsa.
A 40 km dall’arrivo la fuga ha un vantaggio di 2’20” sul gruppo tirato dagli uomini dell’INEOS Grenadiers; Lutsenko resta da solo in testa alla corsa sulle prime rampe del Jebel Jais e tiene duro nonostante il gruppo che metro dopo metro inizia a rosicchiare secondi importanti.
Chris Froome (Israel Start – Up Nation) si fa vedere in testa al gruppo ma alle prime accelerazioni è costretto ad alzare bandiera bianca; si fa vedere Vincenzo Nibali
(Trek – Segafredo) che si muove a 3300 metri dall’arrivo ma la sua zione viene rintuzzata dagli attacchi di Harm Van Houcke
e Joao Almeida
(Deceuninck – Quick Step).
L’azione giusta è quella di Vingegaard che scatta poco prima del triangolo rosso e va a riprendere un Lutsenko che vede svanire la vittoria a 200 metri dall’arrivo; il kazako, platealmente, non le manda a dire al giovane danese.
Il podio è completato, rispettivamente, da Pogacar e Adam Yates .
Secondo e ultimo arrivo in salita della terza edizione dell’UAE Tour (2.UWT) sul Jabel Jais che ritorna ad essere inserito nel percorso della corsa araba dopo due anni di assenza; nel 2019 a vincere fu Primoz Roglic
.
170 i km in programma con partenza da Fujairah Marine Club e primi 28 km con la strada che tende leggermente a salire fino ad arrivare la primo sprint di giornata poco fuori dall’abitato di Masafi.
Il percorso non è totalmente pianeggiante con il plotone che affronterà una salita, molto semplice, per arrivare ad Al Muhtarqah; lungo tratto in pianura fino ad arrivare al km 127 dove è posto il secondo sprint.
La salita che porta in cima al Jebel Jais inizia a Wadi Bih e misura 21,5 km con una pendenza media del 5,4%; non una salita impossibile ma la sua lunghezza e l’alto ritmo potrebbero mettere in difficoltà parecchi atleti.
IL FINALE
]]>
Sam Bennett vince la quarta tappa dell’UAE Tour
(2.UWT) mettendo a segno la prima vittoria stagione dopo una bellissima volata sull’arrivo di Al Marjan Island.
Inizio tappa come sempre nervoso con la Deceuninck – Quick Step che con Iljo Keisse e anche il nostro Filippo Ganna
(INEOS Grenadiers) tra i più attivi che cercano di formare un ventaglio per mettere subito in difficoltà il resto del gruppo.
Tentativo che non va buon fine e proprio in questo momento di “pausa” da parte del gruppo parte la coppia francese formata da Olivier Le Gac (Grouopama – FDJ) e François Bidard
(AG2R Citroën Team); i due in pochi chilometri prendono un vantaggio che tuttavia non è mai superiore ai 2’30”.
Le squadre dei velocisti controllano bene e la fuga viene ripresa a 29 km dall’arrivo; gli ultimi chilometri sono affrontati ad altissima velocità con il Team Qhubeka ASSOS che tira il gruppo e la Lotto – Soudal che si fanno vedere ai meno 2000 metri dall’arrivo.
Volata lanciata e dalle transenne esce benissimo Bennett che batte agevolmente David Dekker (Team Jumbo – Visma) e Caleb Ewan
; per i colori azzurri quarto Elia Viviani
(Cofidis, Solutions Crédits), quinto Matteo Moschetti
(Trek – Segafredo) e ottavo Giacomo Nizzolo
.
Archiviato il primo arrivo in salita dell’UAE Tour (2.UWT) si riparte con la quarta frazione che prevede partenza e arrivo ad Al Marjan Island per un totale di 204 km.
Tappa lunga tra banchi di sabbia del deserto ed esposta in gran parte al vento che potrebbe, nuovamente, condizionare l’esito della frazione; nessuna difficoltà altimetrica per il gruppo che affronterà al km 51,3 e al km 171,7 i due sprint in programma e posti rispettivamente a Umm al Quwain e a Ras al Khaimah.
Una buona occasione per la fuga con il gruppo che potrebbe dare il via libera per risparmiare le energie per la tappa successiva con l’arrivo in quota sul Jebel Jais.
IL FINALE
Tadej Pogacar vince la terza tappa dell’UAE Tour
(2.UWT) con arrivo sul Jebel Jais, mettendo una seria ipoteca sulla vittoria finale della corsa a tappe araba.
Subito dopo la partenza attaccano Tony Gallopin (AG2R Citroën Team) e Thomas De Gendt
(Lotto – Soudal); vantaggio massimo per i due che tocca i 4’30”.
La loro azione caratterizza la frazione con il francese che passa in testa nei due sprint di giornata quello di Al Quattara e quello di Green Mubazzarah. Ai piedi della salita finale Gallopin resta da solo con De Gendt che si fa riprendere dal gruppo tirato della UAE Team Emirates con Davide Formolo , Jan Polanc
e Rafal Majka
che scortano il leader della classifica generale Tadej Pogacar
.
I primi a staccarsi sono Alexey Lutsenko (Astana – Premier Tech) e Alejandro Valverde
(Movistar Team) e a 6500 metri dall’arrivo alza bandiera bianca anche Chris Froome; entra così in azione il treno dell’INEOS Grenadiers che alza il ritmo a favore del capitano Adam Yates
.
Finito il lavoro degli uomini del britannico è Sepp Kuss (Team Jumbo – Visma) ad attaccare ma sia Pogacar sia Yates rispondono molto bene; ben presto lo statunitense si stacca al primo attacco del capitano dell’INEOS che scatta ben due volte, marcato a uomo dal vincitore dell’ultimo Tour de France.
Yates accelera altre 2 volte ma Pogacar non molla un centimetro e allo sprint vince facilmente consolidando la leadership in classifica generale; chiude il podio di giornata Sergio Higuita (EF Education – Nippo) ch esfrutta il grande lavoro di uno sfinito Joao Almeida
(Deceuninck – Quick Step).
]]>
Terza tappa dell’UAE Tour (2.UWT) e primo arrivo in salita ai 1031 metri di Jebel Hafeet dopo 166 km di corsa.
Partenza da Strata Manufacturing e dopo 28 km il primo sprint di giornata posto ad Al Qattarah; il gruppo in vista dell’ascesa finale dovrebbe dare via libera alla fuga di giornata sin dalle prime battute.
Come sempre il vento potrebbe sconvolgere i piani tattici delle squadre dei big che per non incappare in eventuali ventagli dovranno richiedere ai propri gregari molta attenzione.
Al km 153,5 secondo e ultimo sprint di giornata a Green Mubazzarah che precede di pochissimo l’inizio della salita finale che misura 10,8 km al 5,4%. dal km 1,5 al km 8,5 la pendenza media è dell’8% con una punta massima dell’11%.
IL FINALE